Parlare ai bambini

Parlare ai bambini

La capacità di linguaggio si sviluppa e si accresce per imitazione; è imitando gli adulti che i bambini imparano una lingua, imparano i significati delle parole e come si compongono le frasi.

Ci accorgiamo delle grandi capacità imitative dei bambini quando li osserviamo nel gioco libero, dove mettono in scena ciò che vedono e sentono nel loro ambiente.

Imparare un linguaggio non è solamente una questione di struttura o grammatica; una parte fondamentale sono i contenuti.

 

Incentivare un buono sviluppo del linguaggio nei bambini è fondamentale: solo così si possono fornire loro gli strumenti che, crescendo, permetteranno loro di esprimere sé stessi e le proprie emozioni nella maniera più chiara possibile.

Alla base della gestione e comprensioni delle emozioni vi è infatti un bagaglio linguistico che permette di coglierne le tante sfumature, un "alfabeto emotivo" come quello descritto da Umberto Galimberti che nasce nello scambio relazionale di bambini ed adolescenti con le figure di riferimento.

La letteratura fin dalla primissima infanzia è un alleato per lo sviluppo del linguaggio e delle capacità empatiche: permette ai bambini di immedesimarsi con i protagonisti delle storie, prendere a cuore le loro vicende, trovare le parole per sbrogliare anche le situazioni difficili.

Le fiabe e le storie diventano metafore per ciò che accade nella vita dei bambini, che si sentono meno soli sapendo che ciò che accade a loro (le paure, la rabbia, i vissuti emotivi intensi oppure degli episodi di vita quotidiana non troppo piacevoli) è accaduto anche ai personaggi delle loro storie preferite.

Fornire ai bambini delle metafore, attraverso le storie, dà loro la possibilità di comprendere sé stessi e raccontarsi attraverso narrazioni di fantasia, alleggerendo la realtà e al tempo stesso permettendo loro di calarsi più a fondo nei propri vissuti emotivi.

Questo è il potere della lettura e delle narrazioni, ma come possiamo noi adulti parlare ai bambini per sostenere un loro sviluppo linguistico ed emotivo? Innanzitutto è importante il tono di voce, che deve essere normale, il tono che dedichiamo alle nostre normali conversazioni; il tono di voce è importante perché è una delle componenti non verbali del linguaggio che aiuta i bambini a comprendere la conversazione.

A volte basta un "No" detto con tono e fermo deciso, a sortire l'effetto desiderato, più di dieci parole dette con una intonazione di voce (passatemi il termine) finta con cui a volte ho sentito alcuni adulti rivolgersi ai bambini.

I bambini meritano lo stesso rispetto che dedichiamo a qualsiasi altra persona e questo passa anche attraverso il tono di voce che scegliamo di usare quando parliamo con loro.

Questo concetto è fortemente sostenuto anche da Violet Oaklander, psicoterapeuta statunitense che negli anni '70 ha fondato un modello per il lavoro terapeutico in età evolutiva chiamato Play Therapy, che ancora oggi dimostra la sua grandissima valenza terapeutica.

Utilizzare le parole giuste per indicare oggetti e parti del corpo fornisce ai bambini una proprietà di linguaggio che è per loro uno strumento fondamentale per comprendere il mondo che li circonda, oltre che sé stessi.

I bambini spesso fanno domande che ci spiazzano; non di rado incontro adulti che mi parlano del loro senso di soggezione che provano di fronte ad un bambino e alla sua trasparenza.

I bambini vogliono conoscere il mondo, vogliono conoscere tutto del mondo, non hanno pregiudizi e le informazioni che raccolgono sono utili per loro per orientarsi e per comprendere sé stessi, gli altri ed il mondo nelle complesse dinamiche della vita. Per questo è importante rispondere con onestà alle domande dei bambini; il che significa trovare un modo adeguato alla loro età per rispondere alle domande più ostiche e che mettono in difficoltà molti adulti (come nascono i bambini? cosa succede quando una persona muore? sono alcune di quelle che mi vengono in mente più facilmente).

Il bambino SENTE l'onestà con cui stiamo comunicando con lui e sulla base di ciò che sente costruisce il proprio senso di fiducia nell'altro. Una risposta vaga o elusiva lascia il bambino in uno stato di confusione che lo porterà a porre la domanda altre volte finché non si sentirà soddisfatto della risposta - o meglio, dell'onestà di chi risponde.

Questo significa rispondere onestamente "Non lo so" di fronte alle domande a cui non sappiamo rispondere; è una risposta umana, che accorcia le distanze tra l'adulto ed il bambino: i vissuti dei bambini di fronte a quegli adulti che 'sanno tutto e sanno fare tutto' (gli adulti 'supereroi' che contribuiscono alla costruzione di false aspettative di sé) sono di inadeguatezza possono trasformarsi in una sensazione di non essere all'altezza o non essere capace di comprendere le cose.

Non esistono risposte preconfezionate da dare ai bambini. Ci sono molti libri per bambini che aiutano ad affrontare argomenti difficili in una maniera delicata ed adeguata per loro e che si possono leggere insieme anche per aiutare il bambino a formarsi una propria idea del mondo, elaborare ciò che pensa e sente, creare una propria opinione sulla base delle informazioni che riceve. Ancora una volta il potere della narrazione metaforica, delle storie e delle fiabe aiuta a trovare quelle parole così difficili per parlare della vita e della morte.

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Federica Ronchi

Psicologa

via Rimembranze, 30
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